i3Factory

La tua Iphone, iPad & Android Application Factory

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    Approccio HTML(5)
    In questa 5a e ultima parte dell’articolo del CTO di i3Factory rappresenta l’ultima tecnica che vi mostreremo.
    L’HTML5 è qualcosa che sta emergendo negli ultimi tempi, soprattutto grazie ai grandi miglioramenti in termini di stabilità e velocità introdotte dalla nuova versione di IOS per l’in-app viste web.
    Un paio di buoni esempi di questo approccio sono l’Ars Technica app (link) e la rivista Bloomberg Businessweek + (link).
    Il concetto è abbastanza semplice: html e css sono tecniche comuni e potenti per il layout di una pagina sullo schermo: perché non sfruttare le competenze sviluppate da molti web designer per fare una rivista che si sposa perfettamente con l’iPad?
    Il blocco principale alla base di questo approccio è il UIWebView Cocoa Touch object: con questa View siamo in grado di caricare qualsiasi tipo di documento HTML, caricarlo in locale o in remoto, e il layout nella pagina verrà visualizzato ad una velocità adeguata (ma non il più veloce) e senza sorprese. Inoltre possiamo sbarazzarci della tecnica di sovrapposizione, poichè la vista web è in grado di visualizzare immagini, la riproduzione di filmati e naturalmente eseguire widget javascript base.
    Anche questo componente fornisce due modalità di interazione tra il mondo javascript e l’Objective-C runtime (e in effetti questo giustifica l’esistenza di extension languages come Objective-J, fornito con il framework Cappuccino: http://cappuccino.org/) . Infine la Web View è altamente resistente alle interazioni degli utenti, e alcune funzioni come la selezione del testo e dizionario di ricerca sono incluse.
    Il mondo open source è molto attivo in questo settore:
    progetti come Baker (http://www.bakerframework.com), Siteless (http://www.siteless.org/?p=585), Laker (http:/ / www.lakercompendium.com/) e pugpig(http://pugpig.com/index.php) mettono a disposizione del pubblico questo tipo di soluzione.Sinceramente non sappiamo se questa sarà la soluzione finale per tutti. Naturalmente un editore che ha già investito nella creazione di un sito web (ma non in Flash!) sarà in grado di portare il layout e contenuti su iPad, e a volte questo può essere realizzato con un adattamento dell’ output CMS  nella View che può  facilmente alimentare di contenuti l’applicazione.

    Attenzione deve essere data a non spingere questo comportamento ai suoi estremi: non dimentichiamo infatti che il rendering di una pagina Web richiede un motore interno e alla fine ogni strato intermedio richiederà risorse e tempo extra. A volte, e questo è particolarmente evidente con la prima generazione di iPad, gli aggiornamenti dei contenuti che seguono interazione con l’utente non sono molto reattivi. Quindi non è consigliato trasformare ogni singolo aspetto delle app rivista in contenuti web based: è chiaro che in questo modo stai aiutando tutti gli sviluppatori javascript non qualificati con Objective-C, ma una penalizzazione delle prestazioni sarà visibile.
    A titolo di esempio, la barra degli strumenti tipica di tutte le applicazioni per riviste e utilizzata per accedere a funzioni extra (condivisione, sommario, home page, ecc) dovrebbe sempre essere fatta utilizzando il componente nativo Cocoa Touche non una soluzione html + css.Tuttavia se l’editore accetta di convertire il suo flusso di progettazione basato sul web  , come sviluppatore, dovrete preferire di scrivere codice  su consolidate metodologie e facili  da manipolare , e questa dovrebbe essere la vostra prima scelta da prendere in considerazione.
    Conclusioni
    Ci auguriamo che questo articolo in 5 parti vi abbia  fornito una buona panoramica delle principali tecniche utilizzate per visualizzare le pagine di un giornale , di un qualsiasi periodico o e-book. Potremmo  on aver menzionato qualche tecnica non siamo consapevoli, in questo caso qualsiasi commento da voi è il benvenuto!
    Questo articolo è stato tratto dalla rivista  icoder (www.icodermag.com) dove Carlo Vigiani , CTO e co-founder di  i3factory.com scrive articoli di carattere tecnico.
    i3Factory.com
    i3editorial, il nuovo sistema editoriale per iPad, iPhone & Android in grado di pubblicare su Apple Store, Android Market e Amazon App Store
    Carlo Vigiani
    E’ un ingegnere elettronico e sviluppatore di software, Vive in Italia. E’ CTO e co-founder di  i3factory.com,  una startup attiva nello sviluppo di iOS, Android e applicazioni Win Mobile, con particolare attenzione al moldo editoriale, ma anche in campo turistico , intrattenimento e musicale.
    Igor W. Schiaroli
    E’ laureato in economia ma si occupa di tecnologia fin dall’adolescenza. E’ CEO e founder di i3factory.com e ha maturato numero esperienze nel managment di grandi aziende editoriali , nel campo della rete internet e nelle telecomunicazioni.

      Pagine pre-renderizzate da immagini
      Questa tecnica è molto utilizzata all’interno delle riviste altamente interattive pubblicate utilizzando ambienti come Adobe Digital Solutions: esempi ben noti sono le riviste di Condé Nast (Wired è uno degli esempi più famosi).
      Il modo in cui sono implementate queste riviste inizia con la suite dei ben noti strumenti di Adobe Digital Publishing (link), In Design in primis. Questi strumenti sono utilizzati da molti editori in tutto il mondo e le ultime versioni offrono la possibilità di esportare il progetto, oltre all’onnipresente formato Pdf, anche in un pacchetto adatto per la distribuzione attraverso iPad. Gli output di questi file possono essere testati utilizzando l’ App gratuita Viewer Adobe Content scaricabile da App Store, ma naturalmente l’applicazione finale, insieme con l’infrastruttura server necessaria per servire i contenuti, richiede una licenza di livello superiore (e costo…).

      Ciò che caratterizza questo tipo di riviste è che al momento della creazione del progetto tutte le pagine vengono pre-renderizzate come jpeg o png e poi gli effetti speciali vengono sovrapposti successivamente.
      Ciò significa che la sezione centrale (Core reader) del lettore rivista è essenzialmente un visualizzatore di immagini. Certo queste immagini si estenderanno per una superficie leggermente più grande dello schermo iPad, in modo che saranno inserite all’interno di una visione a scorrimento (scroll view), ma sono ancora solo immagini.
      Tutto sommato la scelta tecnicamente non è male: l’iPad è molto veloce nel rendering delle immagini rispetto ai file PDF,  i calcoli necessari per trasformare i dati del  Pdf in bitmap non vengono fatti in questo caso, mentre la CPU sarà sufficiente veloce a decomprimere l’immagine e inviarla all’hardware grafico. Esattamente come abbiamo fatto nel caso PDF, possiamo applicare la tecnica di sovrapposizione e imporla su alcuni contenuti che richiedono l’interazione dell’utente sulla parte superiore dello strato di bottom-rendering.

      Mentre questa tecnica è altamente efficiente dal punto di vista del tempo di rendering, ed è semplice da implementare in quanto tutte le complessità del layout di pagina sono state prese in considerazione e risolte con gli strumenti di desktop publishing, offre alcune forti limitazioni che devono essere prese in considerazione:

      • ogni singola pagina richiede molto più spazio su disco e il tempo di download di questo tipo di riviste è aumentato  in confronto con una pagina pdf, lo spazio occupato è molto più grande e l’informazione di ogni pixel del testo deve essere fornita nel file e non possiamo neppure alleggerirlo forzando l’immagine con alti rapporti di compressione, se non vogliamo introdurre sfocatura nel testo. La pagina pdf, in particolare quelle pagine fatte di solo testo, è molto più leggera in quanto il testo non è pre-renderizzata e si presenta in formato vettoriale.

      • lo zoom o il ridimensionamento dei font non è fattibile: invece, PDF e Core Text ridisegnano il testo utilizzando algoritmi vettoriali e rappresentano i font per dimensioni, questo ovvimente non si puà ottenere se si lavora su un’immagine jpg o png statica. Ciò significa che la rivista ha bisogno di essere disegnata con i tipi di carattere specifici e dimensioni prestabilite, i caratteri che sono adatti per la compressione jpeg (senza sfocatura) e per la risoluzione dello schermo (iPad 1 e 2 hanno 132 dpi, non è poi così alto; le cose andranno meglio con il prossimo iPad schermo retina !)

      • Ricerca testo, con la rivista fatta d’ immagini non abbiamo la possbilità evidenziare il testo , e quindi la selezione del testo è impossibile, a meno che gli strumenti di pubblicazione digitale per fare le esportazioni  . insieme all’immagine forniscano anche uno schema  della pagina pre-renderizzata con una mappa completa delle coordinate del testo, qualcosa che non francamente non abbiamo ancora visto ma che noi stessi abbiamo implementato , su richiesta, per alcuni clenti del nostro sistema editoriale i3F Editorial.

      Adobe non è il solo sistema con cui è possibile a pubblicare questo tipo di riviste con immagini statiche: ci sono diverse applicazioni personalizzate sul mercato che seguono esattamente lo stesso approccio.
      Non è male, ma non sfruttano i grandi framework editoriali che Apple sta offrendo ai propri sviluppatori. Inoltre l’approccio basato sull’immagine ha anche molti altri limiti se confrontato con altre tecniche. Di sicuro un editore che è ha la padronanza degli strumenti dell’editoria digitale può trarre vantaggio da questo approccio, la qualità finale è indubbia e il time to market è il più breve, e al tempo stesso permette di fornire un contenuto adatto per l’iPad , e non solo un pdf adattato sullo schermo.

      Ma vorremo raccomandare a tutti gli sviluppatori, che stanno facendo prodotti personalizzati e non stanno utilizzando speciali strumenti di composizione pagina (composition tools) di stare lontano da tale metodologia.

       

      Questo articolo e’ stato pubblicato dal nostro CTO , Carlo Vigiani,  su icoder magazine, una validissima rivista per gli sviluppartori iOS.

        Core Text  (in breve: CT) è un’altra di quelle tecnologie sviluppate per Mac e in seguito convertita per iOS.
        Il framework Core Text è dedicato alla disposizione del testo e alla gestione dei font. Giusto per riassumere le capacità di questo framework, si consideri che è alla base della rivoluzione del desktop publishing che ha reso celebre il Mac in questo settore professionale.
        Come Quartz Core Graphic (CG), anche CT (Core Text) ha un API basata su C, esistono comunque diversi wrapper open source di terze parti  che contengono le funzionalità più comuni con un alto livello d’interfaccia Objective-C.
        Core Text (CT) non deve essere utilizzato per sostituire il rendering basato sul web a base di Html e Css, questo è un campo troppo complesso
        che è meglio lasciare ai componenti di sistema dedicati, come la UIWebView che può essere utilizzata per rendere efficiente un rich text.
        CTcomunica” con CG , infatti il rendering del testo è dato contemporanemente al rendering di una view basata su Quartz.
        Le due API hanno convenzioni  e regole di gestione della memoria molto simili, per cui lo sviluppatore già abituato con un modello di programmazione “Core Foundation”  non trovera ostacoli nella comprensione della API Core Text.
        Questo dà la possibilità allo sviluppatore di mescolare il rendering del testo e le immagini nella fase di rendering stesso (CT è limitata al solo testo, non ha capacità di disegnare l’immagine).

        Il motivo principale per usare Core Text è perché questo esegue il rendering del testo direttamente sulla pagina, senza intermediari.
        Si differenzia dai formati PDF che considerano ogni pagina come un’intero, si differenzia anche dalle tecniche web di base in quanto non possiede un linguaggio intermedio (come ad es. html) e nemmeno l’interpretazione del layout (css). Con CT si può scrivere direttamente nella pagina.

        I componenti di base dietro CT sono oggetti del layout, che sono la traduzione diretta di caratteri in glifi (glyphs), “linee” di caratteri e di “frames”, che corrispondono ai paragrafi. La traduzione dei caratteri in glifi è fatto da “typesetters” e il testo da plottare viene dato attraverso l’utilizzo di stringhe di attributi, che sono stringhe comuni arricchite con informazioni attributo (dimensione del font, colore, ornaments).

        Si decide di utilizzare Core Text per una rivista il cui schema sarà principalmente basato su un Testo con layout standard, in modo che si adatterà bene anche per i giornali. Probabilmente non è la scelta migliore per le riviste glamour, dove layout grafico cambia in ogni pagina e potrebbe essere piuttosto complesso.
        Un chiaro vantaggio della soluzione basata su Core Text è che, con questo framework, non c’è bisogno di applicare la tecnica di sovrapposizione di cui abbiamo parlato nel paragrafo dedicato al Pdf. Con CT si divide direttamente la pagina in cornici (frames) e ciascuno di questi frames conterrà testo (reso da CT) o elementi multimediali.
        Essenzialmente è possibile definire il layout della pagina, definendone la dimensione (che può andare bene per lo schermo iPad oppure può essere con scorrimento pagina verticale o orizzontale), poi si deciderà la dimensione e la posizione dei contenuti multimediali di questa stessa pagina e, infine, si definiranno i frames (diverse cornici rettangolari) che conterranno il testo.
        L’organizzazione delle cornici di testo può essere di qualsiasi genere, una compatta struttura a singola colonna, due layout multicolonna o cornici di varie dimensioni. All’interno dei frames dovremo renderizzare il testo e Core Text vi aiuterà a gestire interruzioni di riga per questi paragrafi.
        A questo punto si può facilmente fornire all’utente la possibilità di modificare il tipo e la dimensione di font  e lo stesso codice di rendering  può essere riutilizzato per riorganizzare rapidamente il testo all’interno dei frames (cornici).

        La rappresentazione del layout di pagina può essere fornita in qualsiasi forma preventivamente decisa dallo sviluppatore assieme all’editore; la scelta migliore sarà il formato XML (tutto sommato è la base di qualsiasi formato di markup!) e che sarà inviato all’applicazione assieme con i testi (ancora in XML) e gli asset in un pacchetto zip file.

        Una limitazione del Core Text è che si tratta di una tecnologia per il disegno di testo e non è ottimizzata per la modifica e l’interazione con l’utente, anche se non ne abbiamo bisogno in questa fase. Questo significa che se vogliamo , ad esempio, evidenziare il testo o selezionare e copiare le caratteristiche del testo stesso avremo bisogno di implementarle scrivendo codice.
        Il framework ci fornisce alcune API per facilitare questo compito, ma in ogni caso il codice per implementare queste funzionalità deve essere scritto da uno sviluppatore in grado di gestire ogni singolo dettaglio. In ogni caso tutti questi compiti saranno notevolmente semplificati rispetto al PDF: qui, con CT,  si ha il controllo pieno del testo e la sua posizione di schermo, mentre fare quueste operazioni con il Pdf è ancora  piuttosto opaco poichè  il tutto è nascosto dietro una complessa struttura di dati che non si può controllare nella sua interezza.

        Concludendo questa terza parte, la nostra raccomandazione è che se si deve implementare una rivista digitale, senza requisiti di layout estremo, con alcuni contenuti multimediali e un controllo veloce e potente di testo,  Core Text è la prima tecnologia da considerare.

        Un ottimo tutorial su questo argomento è disponibile a questo link su Ray Wenderlich blog:
        http://www.raywenderlich.com/4147/how-to-create-a-simple-magazine-app-with-core-text

         

        Questo articolo e’ stato pubblicato dal nostro CTO , Carlo Vigiani,  su icoder magazine, una validissima rivista per gli sviluppartori iOS.

        NDR.
        Per approfondimenti sul wrapper di Core Text segnaliamo un articolo: http://akosma.com/2010/07/08/core-text-objective-c-wrapper/

          La Rivista / Magazine è un file PDF

          Qualora vogliate  impegnarvi a sviluppare una magazine app per iPad, che vi piaccia o meno,  la rivista che avrete a disposizione dall’editore vi sarà consegnata – con molta probabilità -  un file PDF.
          Poiché non c’è modo di “sfuggire” da esso, alla fine sarà necessario sviluppare il vostro proprio lettore pdf o integrare qualche libreria gratuita o commerciale esterno. i3Factory ha a questo proposito sviluppato un reader propietario che possiede tutte le caratteristiche necessarie per pubblicare una magazine app alquanto performante.

          Il motivo per cui pdf è ancora il formato dominante nel mondo dell’editoria e quindi e-publishing  ci appare chiaro:
          la maggior parte degli editori fanno semplicemente il porting delle loro pubblicazioni esistenti e stampate su carta per iPad e iPhone. Questo per sia per ragioni di bilancio, dato che è ovvio che desidera riutilizzare l’investimento fatto nella creazione delle proprie testate e sia perchè gli editori – tranne rare eccezioni -  non possiedono ancora un modello di produzione volto alla piena fruizione multimediale dei propri contenuti.

          Pertanto, come sviluppatori, non sarete ancora in grado di sfuggire al formato Pdf con l’eccezione di due casi:
          1) la pubblicazione è nuovo di zecca e solo digitale, quindi non ci sono precedenti inparamenti per guidare la scelta finale

          2) L‘editore ha grandi budget e / o è una forte esperienza utente (UX), è quindi un reale possessore di capacità di vision futura e crede nella nostra visione  e accetta di allocare il budget extra per ricreare un formato diverso per le proprie pubblicazioni.

          In entrambi i casi non sono così rari incontri con quegli editori che hanno già  fatto lo sforzo di portare i propri prodotti sul web (con la notevole eccezione di quelli che ha fatto in Flash!), ma la gran parte delle case editrici piccole e medie imprese sarà ancora bloccata con in formato Pdf.

          Purtroppo il Pdf non è il modo migliore per portare un magazine su iPad o altri tablet. E questo per diverse ragioni:

          • La pagina di una rivista stampata ha dimensioni solitamente più grande dello schermo iPad o di un Tablet tradizionale: questo significa che quando la pagina si adatta allo schermo, tutti i caratteri appaiono più piccoli e quindi qualcosa di leggibile nella carta stampata potrebbe diventare illeggibile senza zoom, ma lo zoom non è sempre efficiente ed in particolare non è amato da tutti i lettori che possono perdere il loro “orientamento” all’interno la pagina.

          • Le pagine di riviste stampate  non hanno le stesse proporzioni dello schermo iPad: questo significa che una pagina che si adatta allo schermo sarà delimitata da righe vuote in alto / basso o destra / sinistra.

          • I layout di una pagina stampata spesso sono ottimizzati per lunghezza, per esempio un immagine panorama che si sviluppa
          tra due pagine, quando il dispositivo viene tenuto in orientamento verticale, i dettagli grafici andranno persi, invece se il dispositivo è tenuto in orizzontale si sarà in grado di apprezzare le due pagine di layout, ma i caratteri saranno troppo piccolo per essere letti comodamente.

          • I file forniti dall’editore non sono ottimizzati per il digitale, normalmente i contorni (tabella dei contenuti) e le annotazioni (Collegamenti a pagine o risorse esterne) non vengono esportati; questo significa che anche se il vostro lettore Pdf è consapevole di queste informazioni, nella maggior parte dei casi non è disponibile e quindi è necessario definire un divero modo di fornirle.

          • Il formato ufficiale PDF supporta contenuti multimediali; purtroppo l’IOS non è in grado di gestirlo, per cui  tutti i contenuti interattivi devono essere fornite al di fuori del file pdf e associati ad esso.

          Il rendering delle pagine è realizzato in iOS (e anche in OSX) attraverso il Quartz 2D API, cono Core
          Graphics framework (CG). Quartz 2D è il motore grafico bidimensionale su cui si basano molte (ma non tutte)  funzionalità di disegno di IOS. Il
          PDF API è un sottoinsieme del grande CG API. Questa API è “vecchio stile “e non si basa su Objective-C, ma è in puro vecchio C; oltre a tutte le regole di gestione della memoria che seguirà il Core Foundation (CF) con regole che sono diverse da Obj-C:
          questo significa che particolare attenzione deve essere fornita al fine di evitare perdite di memoria, come ad ogni manipolazione la pagina PDF può pesare diversi megabyte e può facilmente innescare il memory watchdog, in tal modo la vostra applicazione potrà crashare.

          In ogni caso se si è abituati con i concetti Quartz 2D sarà semplice renderizzare una pagina PDF seguendo questi passaggi fondamentali:

          1. Ottenere il riferimento CG alla pagina pdf da trarre;
          2. Ottenere il contesto grafico corrente per la vista che contiene la pagina;
          3. Istruire Quartz a disegnare la pagina Pdf per il contesto.

          Come potete vedere, a parte le fasi necessarie per il disegno del modello Quartz, il rendering completo è compiuto dal sistema e non c’è bisogno di avere alcuna conoscenza del formato dei dati di un file pdf. Quindi per voi il processo di rendering Pdf  è solo una scatola nera, e questo è chiaro quando si nota che tutte le strutture dati CG sono infatti opache e il loro contenuto interno si può accedere solo tramite API.
          Ma un reader valido per una rivista in Pdf non può limitarsi al rendering, per cui vi sarà richiesto di supportare ad esempio lo zoom;
          ora, il livello massimo di zoom può essere teoricamente molto elevato (non dimenticate che i caratteri nel file Pdf sono come i font
          nel computer, non potranno mai perdere in precisione, anche per estremi zoom-in), è impossibile rendere l’intera pagina ingrandita in un canvas molto più alto dello schermo del dispositivo:
          Qui abbiamo pixel ,non  vettori, e sarebbe immediato il crash dell’applicazione, perché la memoria è esaurita per una sola pagina. Quindi saremo costretti a introdurre tecniche per limitare il rendering e renderlo efficace per la solo parte visibile della pagina, questo nonè  sempre un compito facile.

          Più complessa è l’analisi del documento: questo è necessario se si desidera estrarre contorni,  annotazioni, fare qualche ricerca di testo
          ed evidenziare. In tal caso a parte un paio funzioni per estrazione di meta-dati, quello che ti fornisce l’API è un insieme di funzioni che vi permetterà di esplorare le strutture dati all’interno del documento. Non saremo in grado di ottenere qualsiasi informazione dal file se non si esplora l’albero dati (data tree) correttamente e se non si seguono le specifiche del documento PDF.
          Ciò è aggravato dalla molte versioni che le specifiche PDF hanno ottenuto negli anni e dal fatto che molti editori usano ancora del vecchio software che esporta il contenuto in vecchi formati.

          Carlo ha sviluppato un generico PDF Explorer, questo è stato parte di un impegno per un cliente che ha chiesto di sviluppare un generale lettore PDF. E’ risulato davvero difficile applicare tutte le specifiche di riferimento ufficiale del formato PDF, il mio suggerimeto è di concentrarsi sulle funzionalità più utilizzate e test con molti documenti. Come ho detto prima, CG naviga l’albero dei dati (data tree), ma non la interpreta per noi!

          L’ultima sezione di questa parte, la spiegazione lunga ma necessaria, data l’importanza del tema, è come fornire contenuti multimediali sulla cima di un file PDF: tutti in tutti i
          iPad è un dispositivo così versatile che noi non possiamo limitarci al semplice rendering delle pagine. Con l’aggiunta di contenuti extra per la pagina stampata è possibile sfruttare le caratteristiche del dispositivo
          e ancora in vantaggio per l’investimento fatto nella creazione rivista.

          Ci sono molte ragioni per giustificare questa scelta: ad esempio un messaggio pubblicitario stampato in grado di offrire un video al posto di un’immagine statica, o un link stampato su una pagina web può essere sostituito da un collegamento attivo ad una vista web, o infine possiamo mostrare il tempo corrente utilizzando un widget HTML5. Come ho già detto non è consigliabile introdurre tutti questi contenuti all’interno del file pdf: non sarà reso da quarzo e sarà comunque
          costretti ad attraversare la struttura dei dati per estrarre il riferimento all’oggetto CG per ulteriori manipolazioni. Infine, non tutti gli editori sono a conoscenza di queste funzionalità o dei loro software di pubblicazione digitale è troppo vecchio per loro pieno sostegno.

          Quindi la soluzione migliore è basata sulla “tecnica di sovrapposizione”.
          Questa metodologia consiste nel rappresentare le pagine in due strati:

          • il livello inferiore (“layer rendering”) conterrà il rendering PDF, in modo che conterrà l’immagine bitmap della pagina;
          • lo strato superiore (“layer overlay”) attirerò tutti sovrapposizioni ed è sensato touches.More utente difficile è l’analisi del documento: questo è necessario se si desidera estrarre contorni, le annotazioni, fare qualche ricerca di testo ed evidenziare. In tal caso a parte un paio di meta-funzioni di estrazione dei dati, che cosa ti dà l’API è un insieme di funzioni
          che vi permetterà di esplorare le strutture dati all’interno
          il documento. Non sarà in grado di ottenere qualsiasi informazione
          dal file se non si esplora l’albero dati in modo corretto
          e se non si seguono le specifiche del documento PDF.
          Ciò è aggravato dalla molte versioni le specifiche PDF ottenuto
          negli anni e dal fatto che molti editori usano ancora
          vecchio software che esporta il contenuto in vecchi formati.
          Ho sviluppato un generico PDF Explorer, questo è stato
          parte di un impegno di un cliente che mi ha chiesto di sviluppare
          un generale lettore PDF scopo, ma in quanto è davvero difficile
          applicare tutte le specifiche di riferimento ufficiale in formato PDF, il mio suggerimento è di concentrarsi sulle funzionalità più utilizzate e test
          con molti documenti. Come ho detto prima, CG naviga
          l’albero dei dati, ma non la interpreta per noi!

          L’ultima sezione di questa parte – la spiegazione lunga ma necessaria data l’importanza del tema – è come procurare i contenuti multimediali di un file PDF:
          l’iPad è un dispositivo così versatile che noi non possiamo limitarci al semplice rendering delle pagine. Con l’aggiunta di contenuti extra alla pagina stampata è possibile sfruttare le caratteristiche del dispositivo.

          Ci sono molte ragioni per giustificare questa scelta: ad esempio un pubblicità in grado di offrire un video al posto di un’immagine statica, o un link su una pagina web può essere sostituito da un collegamento attivo ad una vista web, o, infine, possiamo mostrare le previsioni meteo utilizzando un widget in formato HTML5.
          Come abbiamo già detto ,  non è raccomandato introdurre tutti questi contenuti all’interno del file pdf:
          non sarà reso da quartz e saremo comunque costretti ad attraversare la struttura dei dati per estrarre l’oggetto CG di riferimento per ulteriori manipolazioni. Infine, non tutti gli editori sono a conoscenza di queste funzionalità o quelle loro software di pubblicazione digitale è spesso troppo vecchio per loro pieno sostegno.

          Quindi la soluzione migliore è basata sulla “tecnica di sovrapposizione” (overlay technique).
          Questa metodologia consiste nel rappresentare le pagine in due strati:

          • il livello inferiore (“layer rendering”) conterrà il Rendering PDF, in modo che conterrà l’immagine bitmap della pagina;
          • lo strato superiore (“layer overlay”) disegnerà le sovrapposizioni e sarà sensibile al tocco dell’utente.

          Lo strato superiore di overlay è tipicamente costituito da componenti UIKit, quindi dovremo aggiungere un UIWebView html per i widget, si introducono una UIScrollView per visualizzare una galleria di immagini scorrevoli, o faremo aggiungere una vista Media Player per l’esecuzione video.
          Di solito le descrizioni in sovrapposizione sono forniti da un file separato, ad esempio, uno di formato XML, JSON o plist, e sara inserito iinsieme  con il file pdf e tutte gli altri (filmati, immagini, file html, file musicali) in un unico file zip.
          L’applicazione quindi scaricherà il file zip, lo scompattarà e  utilizzerà la pagina Pdf per riempire il rendering layer, aggungendo le informazioni associate in sovrapposizione a quella pagina per costruire un “overlay layer“.
          Si noti che questa tecnica può essere applicata anche nelle altre tecniche di rendering  di cui parleremo nei prossimi articoli, in tal caso ciò permette di superare molti limitazioni del formato pdf.
          Il requisito principale per lo sviluppatore è quello di definire un formato adatto, controllare tutte le pagine soggette a zoom e rotazioni con una trasformazione e corrispondente sovrapposizione e, infine, fornire alla casa editrice  gli strumenti e le linee guida necessarie per creare facilmente sovrapposizioni del genere.

          Questo articolo e’ stato pubblicato dal nostro CTO , Carlo Vigiani,  su icoder magazine, una validissima rivista per gli sviluppartori iOS.

            Questo articolo e’ stato pubblicato dal nostro CTO , Carlo Vigiani,  su icoder magazine, una validissima rivista per gli sviluppartori iOS.

            Uno dei grandi miglioramenti per tutti i proprietari di iPad è la possibilità di portare ovunque le propie rivista preferite o libri, grazie alle dimensioni dello schermo e il peso leggero dispositivo, che permette una  facile lettura. In particolare le relazioni sulle vendite  hanno dimostrato che in un momento di diminuzione mercato della stampa delle pubblicazioni vi è un enorme aumento del numero di abbonamenti alle versioni digitali degli stessi prodotti (il lettore interessato può leggere questo rapporto da MPA: http://www.magazine.org/association/press/mpa_press_releases/mag-mobile-reader-study.aspx)

            Apple sta seguendo questa tendenza con grande interesse, e ciò è abbastanza chiaro se diamo uno sguardo alla evoluzione della
            le caratteristiche di iOS che sono state introdotte dopo il rilascio della versione dedicata a iPad, che è di 3,2.
            In particolare le tappe che sono state raggiunti sono tre, in comune tra i tre principali releases del sistema operativo:

            iOS 3.2 è stata arricchita dal framework CoreText, una tecnologia dedicata al rendering del testo sul display disponibile da tempo su Mac OSX e mai portati nelle versioni precedenti di iPhone OS.

            iOS 4.x ha introdotto il concetto di abbonamento auto-rinnovabile, in aggiunta allo standard di  Acquisti In App, questa funzione è stata
            introdotto dopo lunghe discussioni tra Apple, che applica la commissione del 30% su ogni In App venduta e vieta a qualsiasi altro store esterno più economico l’accesso all’interno dei suoi dispositivi, e gli editori in cerca per le tecniche di fedeltà dei clienti.

            • infine iOS 5.0 ha aggiunto la funzione di Edicola (Newsstand), che fornisce un luogo centrale, una vera e propria app App,  per raccogliere tutte le pubblicazioni e le  magazine  app compatibili e allo stesso tempo fornire una push notification per i nuovi contenuti e automaticamnte fornire a tutti gli abbonati la possibiltà di scaricare automaticamente i nuovi numeri, permettendo di leggere immediatamente le novità e  far risparmiare i tempi (A volte lunghi) necessari per il download.

            Quello che Apple non ha fornito invece è un unica piattaforma di sviluppo per la creazione di applicazioni dedicate ai consumi di riviste. Questo ha portato a numerose iniziative dedicate per aiutare gli editori ad entrare nel mercato iPad con le proprie riviste . Queste iniziative, come ad esempio il nostro sistema editoriale i3F Editorial,  sono state preso da società importanti e ben noti, come ad esempio Adobe con i suoi affari Digital Publishing, e un sacco di molte start-
            up, ognuno con una propria soluzione.

            Come già detto, Apple non fornisce una soluzione unica, ma i developers hanno la disponibilità di una serie di frameworks e tecniche, con diversi livelli di complessità, che prevedono diversi modi di rappresentare la pagina sullo schermo.

            Non c’è una scelta ottimale, poiché la decisione finale deve considerare aspetti che vanno oltre la pura tecnica.

            In questo articolo cercheremo di descrivere queste soluzioni principalmente dal punto di vista dello sviluppatore di applicazioni, ma non dimentichiamo di enumerare i pro e i contro che possono influenzare la decisione dell’editore , come l’agency,  su quale tecnologia adottare.

             

            Panoramica sul page rendering

            Diamo per scontato che voi, lo sviluppatore, siate ad una certo dello  sviluppo di un  applicazione in cui la rivista è stato acquistato, scaricato ed è pronto per essere letta.
            I dati del vostro documento, a questo punto vengono conservati nel file system del dispositivo e possono essere rappresentati da un unico file pdf, o da un insieme di file html e css o una directory contenente files di diversi formati, quali immagini, video, widget HTML5, file di testo.
            Stai quindi per affrontare il problema di prendere una pagina (che nosrmalmente si estende oltre i limiti dello schermo) e la presentazione nello spazio vuoto del vostro UIView dedicato al rendering della pagina.

            Nei prossimi paragrafi il nostro Carlo (CTO di i3factory)  presentera le seguenti metodologie per ottenere questo risultato:

            • il rendering documento pdf
            • pre-rendered visualizzazione delle immagini
            • libero formato di rendering CoreText
            • approccio basato sul web

            Continua a leggere il prossimo articolo su Parte 2: Tecniche di Page Rendering #parte 2 : Riviste e Magazine in PDF

            Questo articolo e’ stato pubblicato dal nostro CTO , Carlo Vigiani,  su icoder magazine, una validissima rivista per gli sviluppartori iOS.

              Ecco cosa la rivista Time sta preparando per sbarcare su AppStore con una versione digitale del magazine ottimizzata per iPad.

              Una grande differenza rispetto ai progetti lanciati dagli Editori italiani, che continuano a brancolare nel buio non affidandosi a professionisti smart e internazionali.

              Sembra che il vero “Digital Divide” (wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Digital_divide), ovvero il divario esistente tra chi ha accesso effettivo alle tecnologie dell’informazione  e chi ne è escluso, in modo parziale o totale, sia la lingua. Sembra infatti che chi riesce a leggere l’Inglese abbia a disposizione prodotti editoriali d’avanguardia e contenuti ad altissimo valore, mentre chi conosce solamente l’italiano rimarra’ indietro e consultera’ solo il vecchiume tecnologico che i grandi giornalisti italiani (salvo eccezioni ovviamente) ci propinano.

              Dal video dimostrativo si evince che con queste applicazione Time reinventa il modo di fruire dei magazine su iPad, sia dal punto di vista dell’interfaccia che per l’interattività dell’utente.

              Time sarà a breve rilasciata su AppStore.


              Demo di Time Magazine su Ipad

                DeTelegraaf for iPad

                DeTelegraaf for iPad

                Finalmente l’iPad e’ sbarcato anche in Italia, e l’App Store si e’ subito popolato delle applicazioni delle maggiori testate giornalistiche italiane, oltre che di qualche rivista.
                Provate a scaricarne qualcuna, scegliendo tra Repubblica, Il Corriere della Sera, La Gazzetta dello Sport, Il Foglio, L’Unione Sarda, Mac Magazine (ma ve ne sono altre, che non abbiamo scaricato e provato dato che ci son bastati gli snapshot per capire dove saremmo andati a parare): sono tutte esattamente uguali (con La Repubblica che si distingue leggermente dal gruppo).
                Non c’e’ nulla di male a che le applicazioni siano uguali, se non fosse che esse sono ben lontane da quel che dovrebbe essere un’app per iPad.
                Escludiamo per ora dal gruppo l’app di Repubblica, che merita una trattazione a parte (e una stelletta in piu’ nel rating Apple, cosi’ permettendo di elevarsi dal mediocre 2 stelle alla sufficienza). Le altre si mostrano al pubblico come dei visualizzatori di PDF o meglio di PNG. Optiamo per la seconda scelta, dato che sono app abbastanza veloci (unico vantaggio) ma che di fatto si comportano come dei visualizzatori di un’unica grande immagine sulla quale sono impressionate tutte le pagine del giornale. Quindi la meravigliosa esperienza sensoriale che avrete leggendo questi giornali online sara’ semplicemente lo scroll e lo zoom lungo questo enorme foglio elettronico.
                Un po’ poco, soprattutto se si confrontano queste app con quella del New York Times Editor’s Choice, quest’ultima si’ che rende giustizia all’iPad.
                Si distingue leggermente La Repubblica +, forse un po’ piu’ lenta nel caricamento, ma che almeno permette di aprire l’articolo nella sua interezza (ahime’ senza immagini, ahime’ senza i link nel caso di rimando alla prima pagina, ahime’ con la disposizione a due colonne e scroll verticale, quando invece la lettura sarebbe facilitata se impostata a libro, si vedano nuovamente NYT o l’app iBooks) e con qualche contenuto multimediale (una bella galleria fotografica, un video).
                A nostro avviso queste app cosi’ fatte avranno vita difficile quando i contenuti diventeranno a pagamento, cosa necessaria affinche’ il business dell’editoria sull’iPad diventi profittevole per gli editori. Attualmente forse il business l’hanno fatto i produttori di questa app (trattasi di una start-up italo-californiana) ma di certo non hanno un reso un gran servizio ne’ all’iPad ne’ alle testate nostrane. Questi ultimi da biasimare certamente, poiche’ presi dalla fretta di uscire per primi e del tutto incapaci di capire le potenzialita’ dell’iPad.
                Il nostro auspicio e’ che queste applicazioni vengano aggiornate (oserei dire: rivoluzionate) il piu’ presto possibile e ben vengano le fotocopie, ma che non si presentino ancora sullo schermo dell’iPad le fotocopie delle pagine del giornale.

                Il Foglio su iPad

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