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    Come Stimare i Costi di sviluppo di un'App per iPhone , iPad e Android. I processi di sviluppo di un'app in Tempi Moderni

    Stimare i costi e definire il processo di un'app è come rivedere Tempi Moderni

    Perché gli sviluppatori non riescono a stimare di stimare il tempo di produzione?

    Questa, come altre domande, sono lo spunto per scrivere un articolo che mi è stato ispirato dopo la lettura di un post di  Ash Moran mentre navigavo per il Patch Space Blog.

    Introduzione
    In passato, mentre ero dirigente (settore di Sviluppo) di grandi gruppi italiani, ho cercato molte volte di comunicare al vertice aziendale che determinare su un documento (Plan) le esatte tempistche delle diverse fasi di lavoro dello sviluppo di un software è un attività abbastanza inutile e che, semmai, serve solo a far lievitare drammaticamente i costi.
    Con questo non voglio affermare che le pianificazioni, e i diversi report che ci impongono le grandi aziende, sono  inutili; questi report servono a fornire date di scadenza e di rilasco delle componenti in relazione ad un budget definito.
    Il problema nasce quando ti capita come capo la classica persona (top-manager?) che non avendo mai neppure sviluppato un “hello world!” si ostina a cercare di voler capire cosa esattamente farai con la tua squadra e ti imporrà dei lunghi meeting in cui sarai costretto a dire numerose baggianate perchè le domande che ti faranno saranno talmente idiote da non poter far altro che costringerti a dettagliare le varie fasi del processo che tanto non comprenderanno del tutto.

    Cercare di spiegare e dettagliare in anticipo le fasi di uno sviluppo software, come definire i tempi di  tutte queste singole fasi (o task) a un “Manager” che si ostina a voler capire come poter fare/controllare/comprendere il tuo lavoro è come chiedere ad un compositore musicista di spiegargli come farà a comporre una canzone e quando e come arriverà alla prima , alla seconda o alla terza strofa…
    Sappiamo con certezza che ad un compositore si puo’ affidare la scrittura di un’opera e l’artista al massimo potrà dirci quando ce la consegnerà ma di certo nessuno con la testa sulle spalle potrà pensare di chiedergli esattamente cosa farà , quando lo farà e di fornirgli una data esatta in cui sarà arrivato all’ ennesima nota sullo spartito.

    A questo punto uno dei tanti miei ex colleghi, che casualmente leggerà questo articolo, si dirà: “bhe ma in azienda a noi non servono grandi artisti come Mozart, ma solo mediocri esecutori che devono fare esattamente quel che diciamo”.
    La mediocrità è ovviamente una componente essenziale di molti cosidetti “managers” della grande o media azienda italiana, quella mediocrità che ha portato un paese di artisti e navigatori ai margini dell’impero economico e culturale.
    E’ quindi abbastanza facile intuire che il mio pensierò ha basi culturali completamente diverse, poichè lo sviluppo è a mio parere sinonimo di creatività e solo la creatività applicata, unitamente alla genialità, può portare risultati duraturi e tenere alti quei fattori che fanno di un’azienda un motore economico-sociale che non si arresta neppure con le crisi.
    Semmai, per parafrasare Einsten, è solo con la crisi che si sviluppa la genialità.

    Stimare il tempo o il rilascio?

    Non possiamo stimare il tempo per ogni singola attività nello sviluppo di software in quanto la natura del lavoro è la creazione di nuova conoscenza.

    L’obiettivo di sviluppo del software è quello di automatizzare i processi. Una volta che un processo è automatizzato, esso può essere eseguito ripetutamente, e nella maggioranza dei casi, in un tempo prevedibile.

    Il codice sorgente è come un progetto di produzione, il computer è come una vera e a se stante azienda, gli ingressi (dati) sono come materie prime, e le uscite (dati o programmi) sono come prodotti finiti. Quindi la chiave di volta sta nella progettazione del processo, che è un compito complesso e costoso. Una volta che il processo è stato definito e reso efficente non c’è più bisogno di riscoprire questo processo, basta acquisire il modello.

    Non è in realtà sempre un problema il fatto che i tempi di sviluppo sono in parte  imprevedibili, perché il rovescio della medaglia è che così è il valore restituito sarà maggiore; un software di successo può creare o salvare molto più del suo costo. Tom DeMarco, sempre citato da Ash,  sostiene la necessità di concentrarsi sui progetti di alto valore proprio per questo motivo. Si noti che questo approccio ha valore come generazione di un nuova mentalità, che porterà a superare l’attuale  prevalente mentalità basata quasi esclusivamente sul controllo dei costi . Questa è una questione tutt’altro che banale.

    Una delle migliori spiegazioni della variabilità, e come sfruttarla per creare valore, è  nei “Principi del flusso di prodotto per lo sviluppo” di Don Reinertsen.

    Regola generale: prendere le stime di uno sviluppatore, raddoppiare e aggiungere un po’

    Il doppio-and-add-a-bit è una regola interessante. Quando i manager fanno questo, spesso  le attività vengono completate in tempo.

    Voglio precisare che la pratica di stimare ogni task, o building block (come lo chiamano alcuni consulenti) puo’ portare alla richiesta di budget di gran lunga piu’ elevati del necessario; a questo proposito voglio fare un’esempio su un fatto che mi è accaduto realmente:
    Qualche anno fa un grandissimo gruppo industriale mi chiese di dirigere un progetto per un portale intranet, che sarebbe stato utile ai dipendenti. Dopo le prime stime sull’utilità di un nuovo portale intranet e sopratutto dopo l’analisi degli eventuali costi risparmiati dal Gruppo con l’introduzione del self-service per i dipendenti, si cerco’ di stimare tempi e costi dello sviluppo.
    Consegnai un breve rapporto, basato sulla forte esperienza pratica sul campo, in cui stimavo a spanne un budget di X euro e il rilascio graduale dei servizi entro un anno. Mi chiesero allora di dettagliare uno per uno i task , fino al singola piccola applet, e di definirne per ognuno tempi di rilascio e costi per task . Facendo questo mi ero accorto, seguendo il loro modello di stima, che in ogni singola pagina web potevano essere presenti anche una trentina di building blocks (…). Evidentemnte ho cercato di fargli capire che questa era una pratica del tutto superflua e che bastava proiettare delle medie rispetto alle esperienze pregresse e sopratutto in base al materiale disponibile e alle caratteristiche professionali del team di sviluppo.
    Sono stato costretto a lasciare l’incarico quando un gruppetto di giovani consulenti d’azienda , che mai nella loro vita avevano neppure lavorato su un sisterma di sviluppo, hanno presentato un piano ben dettagliato in un mastodontico file power point (ppt) con bella grafica e in cui si definivano tutti i piccoli building block, uno per uno e si proiettavano scadenze e costo per ognuno di essi: risultato un budget da 7X euro in tre anni. Decisi di lasciare l’incarico sopratutto dopo che il mio sguardo si era soffermato su una decina di slides dedicate al servizio “calcolatrice” il cui costo era di alcuni giorni di lavoro. Ogni sviluppatore degno di questo nome sa che un building block “calcolatrice” lo si ottiene gratis e neppure si deve mostrare in un piano del genere… e questo non era neppure il fatto piu’ eclatante.
    Inutile proseguire , poiche’ evidentemente il mio approccio non era piaciuto e mi sarei dovuto adattare a quello dei consulenti che hanno lasciato l’azienda qualche anno dopo, in fallimento, e con nessun portale intranet funzionante… dopo 4 anni la stessa azienda ha dovuto riaccendere il sistema precedente , e questo dopo aver speso piu’ del previsto e senza risparmiare alcun costo.
    Questo racconto è importante per far capire ai decision maker che un software , come un’app per iPhone o un sito web è frutto di esperienza sul campo e questa non potrà essere mai sostituita da stime dettagliate e del tutto astratte , che spesso costringono al rispetto stretto dei tempi intermedi non curando il senso del progetto stesso.
    A mio parere è proprio l’insistenza  ,da parte dei top manager, ad adottare modelli di stima basati sul modello finanziario e fondato sul controllo del prodotto che hanno portato l’industria informatica italiana ad una crisi cosi’ profonda che oramai parlare di industria informatica italiana non ha neppure piu’ senso…

     

    Non sono solo agli sviluppatori a far male le stime.

    Tutti prima o poi inprovviseranno perché gli sarà affidato un compito che non hanno mai fatto prima e non saranno in grado di effettuare con successo una vera stima fino a quando non hanno acquisito esperienza.
    Se non sappiamo, non sappiamo, e dobbiamo dirlo. I clienti o i capi che vedono i progressi compiuti e sono stati messi al corrente  del rischio dei task (e hanno scelto di investire ) hanno molto di più fiducia nel proprio team ripetto ai clienti o ai capi che basano il loro controllo su stime.

    La stima è una abilità molto importante e dovrebbe essere insegnata sopratutto a figure “junior”

    Ciò che dobbiamo fare è insegnare a tutti gli sviluppatori junior il significato della parola “fatto” o “terminato”. Se un cliente o un capo viene a scoprire nel futuro, a un certo punto imprecisato,  che qualcosa è stato consegnato incompiuto (possibilmente in fretta per venire incontro alla stima) cio’ non solo rende la stima controproducente, ma rende inaffidabile tutto il calendario di lavoro con l’attuale processo. Questo problema è molto comune, e può causare una significativa perdita della capacità di un team di sviluppo.

    Agile Developing

    Nessuna grande e consolidata azienda ha avuto risultati straordinari come quelli avuti dalle società create da adolescenti o giovani imprenditori che non avevano, fortunatamente, alcuna idea dei modelli di lavoro , e di pensiero, che erano imposti dall’establishment e dall’economia finanziaria. Pensiamo a Mark Zuckerberg | Facebook, a Larry Page e Sergey Brin | Google, Sean Parker | Napster, Plaxo, Causes e Facebook.. pensiamo a Jeff Bezos, Bill Gates o a Steve Jobs e tanti altri.
    Tutti questi personaggi hanno creato il nostro futuro e,  con tutta probabilità, non si sono mai adattati (per fortuna!) ai modelli aziendali e alla moda.

    Negli ultimi anni , probabilmente a causa degli enormi Flop,  tutte le grandi aziende  hanno tentato di cavalcare l’onda della new economy e ora si ritrovano a terra, parlano molto di “Agile Developing“.
    Il nome “Agile” ci arriva dall’ingegneria del software che differenzia i metodi e i modelli di sviluppo in:  Metodologie pesanti per i vecchi metodi basati sul Modello a cascata,  Metodologie iterative per i metodi basati sul Modello a spirale e  Metodologie agili per i metodi basati sui principi definiti nell’Agile Manifesto.
    Leggendo Wikipedia si scopre che il termine “Metodologie Agili” fu coniato nel 2001 proprio quando il Manifesto Agile è stato formulato e che:
    ” La gran parte dei metodi agili tentano di ridurre il rischio di fallimento sviluppando il software in finestre di tempo limitate chiamate iterazioni che, in genere, durano qualche settimana. Ogni iterazione è un piccolo progetto a sé stante e deve contenere tutto ciò che è necessario per rilasciare un piccolo incremento nelle funzionalità del software: pianificazione (planning), analisi dei requisiti, progetto, implementazione, test e documentazione.
    Anche se il risultato di ogni singola iterazione non ha sufficienti funzionalità da essere considerato completo deve essere rilasciato e, nel susseguirsi delle iterazioni, deve avvicinarsi sempre di più alle richieste del cliente. Alla fine di ogni iterazione il team deve rivalutare le priorità di progetto”.

    Se si utilizza l’approccio agile si dovrà comunicare sempre in tempo reale, preferibilmente faccia a faccia, puttosto che fare report o documenti. Componenti di un team agile sono solo le persone necessarie per portare a termine il progetto.

    Mi aspetto che qualcuno mi dirà: bella scoperta , quella dell’acqua calda…

    Molto probabilmente parleremo nei prossimi articoli di questo metodo che molte aziende stanno implementando , anche perche’ importato da molte società di consulenza.

    Cari Editori,

    finalmente abbiamo realizzato un sistema che permette di pubblicare riviste, libri, giornali o qualsivoglia pubblicazione senza alcun costo per ogni nuovo numero o per ogni nuovo lettore.

    Ci rivolgiamo al piccolo editore come alla grande casa editrice; dopo aver collaudato i nostri prototipi, e dopo piu’ di un anno di sviluppo, i3Factory è lieta di presentare un sistema software che permette di pubblicare le proprie edizioni sull’App Store senza investimenti onerosi.

    Attraverso l’App Store di Apple , l’Android Market e Amazon App store, il vostro mercato cartaceo diventerà il mercato online mondiale, con la possibilità quindi di raggiungere nuovi lettori in tutto il mondo.

    I costi di stampa in carta sono sempre piu’ elevati e non permettono all’editore di pianificare tirature elevate e quindi di raggiungere un pubblico geograficamente piu’ vasto.

    Con il nostro sistema editoriale per iPad , i costi di tiratura si annullano; i  lettori sfoglieranno la vostra pubblicazione sul tablet, iPad, iPhone o Smartphone e il costo per le nuove pubblicazioni sara’ sempre nullo con costo marginale tendente allo zero.

    Notiamo che l’esperienza di lettura di un magazine su iPad e di gran lunga piu’ soddisfacente dell’esperienza di leggere la stessa pubblicazione su carta.
    Oltre ad essere semplice da sfogliare, basta un gesto con la mano, la rivista diventa piu’ fruibile; basterà pensare alla possibilita’ di poter ingrandire i caratteri con un gesto e fare lo zoom anche su immagini e altri dettagli oltre alla possibilità di fruire di video o di seguire links e ipertesti, html5…

    Nessun costo aggiuntivo. Si utilizzano le infrastrutture esistenti del cliente e l’applicazione viene distribuita da Apple, Google e Amazon.

    Illimitati lettori potenziali allo stesso costo,

    nessun impatto ecologico.,

    ..sono solo alcuni dei vantaggi dell’utilizzo del  sistema editoriale i3Factory.

    come pubblicare per ipad e in apple store

    Alcune delle principali caratteristiche del  sistema editoriale “i3F Editorial” per iPad , iPhone e Android :

    • Pubblicazione e distribuzione Applicazione personalizzata per l’editore  su App Store
    • Illimitate Pubblicazioni
    • Illimitati Lettori e Utenti
    • Distribuzione pubblicazioni su App Store sia gratuitamente che a Pagamento (inApp)
    • Investimento Una Tantum: nessun costo di manutenzione
    • Nessun costo nascosto: paghi una sola volta e il sistema funziona per sempre
    • Dal pdf ad iPad senza costi
    • Links ipertestuali sul pdf
    • Support per Video e Multimedia
    • Supporto Youtube
    • Social Network: Facebook, Twitter, etc..
    • Supporto HTML5 Nativo
    • Supporto Pdf
    • Supporto social networks (Facebook , Twitter, etc…)
    • Nessuna infrastruttura necessaria, colleghiamo il sistema al vostro sito web senza alcun costo aggiuntivo per hardware.

     

    Toccando sullo schermo appare il Menu

    Alcune caratteristiche Tecniche del sistema editoriale:

    • php per la processione dei dati
    • sqlite per db
    • Interfaccia DB editor
    • una singola pagina html con interfaccia in ajax

    Funzioni

    • autenticazione  utente
    • caricamento dei dati realtivi a pubblicazioni
    • modifica dei dati con un sistema a versioni
    • output dei dati in formato json
    • caricamento selletivo immagini per copertine riviste
    • resize automatico di dimensioni predefinite delle copertine caricate
    • caricamento file zip e pdf
    • abbinamento pagina della rivista con video
    • backup automatico del db
    • Inserimento contenuti extra e Html5

     

    Costi/Prezzi:

    Evidentemente i prezzi varieranno rispetto all’esigenza dell’editore, che di norma richiede alcune “personalizzazioni”.

    Il prezzo di partenza per la nostra soluzione parte da  200 euro per Autori indipendenti 1000 euro per Piccoli Editori, a partire da 2000 euro  per Medi e Grandi Editori.

    Maggiori Informazioni sui pacchetti editoriali potete trovarli su questo in questa pagina:

    Sistema editoriale per iPad, iPhone & Android.

    o direttamente sul  i3F Editorial web site (http://i3factory.com/editorial)

     

     

     

    L'applicazione per Mac Osx Mockapp

    Un “Mock up” é un prototipo non funzionante di un prodotto in fase di sviluppo, serve a definirne il design e normalmente lo utilizziamo per far approvare  al cliente il prodotto prima di iniziare la fase di sviluppo.

    MockApp è invece un software gratuito, per Mac Osx, scaricabile da questo sito dove è posibile ottenere una raccolta di file e immagini che vi permetterà di realizzare una presentazione in Powerpoint o Keynote ed esportare la presentazione direttamente in formato Pdf.

    Di seguito alcuni video presenti su Youtube che ne mostrano l’utilizzo:

    MockApp Trailer

    MockApp Demo – Parte 1

    MockApp Demo – Parte 2

      Apple ha annunciato che il Mac App Store per Mac OS X Snow Leopard farà il suo debutto sia con le applicazioni gratuite che a pagamento il 6 gennaio 2011.

      In un comunicato stampa, Apple ha riferito che il Mac App Store farà scoprire, installare e aggiornare applicazioni Mac nel nodo più facile che mai. La destinazione di download del software sarà disponibile in 90 paesi al momento del lancio, e sarà caratterizzato da applicazioni a  pagamento e gratuite divise in categorie quali l’istruzione, Giochi, Grafica & Design, Lifestyle, produttività e utilità.

      “L’App Store ha rivoluzionato leapplicazioni mobili”, ha detto amministratore delegato di Apple Steve Jobs, “Speriamo di fare lo stesso per le applicazioni PC con il Mac App Store, facendo trovare e acquistare applicazioni per PC in un modo facile e divertente. Non possiamo aspettare e siamo pronti a iniziare il 6 gennaio”.

      Il Mac App Store permetterà agli utenti di cercare nuove applicazioni e quelle  degne di nota, scoprire ciò che è “in caldo”, i preferiti, le categorie di ricerca e leggere i giudizi e recensioni. Come su iPhone, iPod touch e iPad, gli utenti possono acquistare, scaricare e installare applicazioni in un solo clic e iniziare a utilizzarle immediatamente.

      L’ acquistato applicazioni può essere eseguito su tutti i Mac e gli aggiornamenti sono forniti direttamente tramite l’App Store per Mac, rendendo più semplice mantenere le applicazioni aggiornate. Il Mac App Store sarà disponibile per Mac OS X Snow Leopard agli utenti  attraverso Aggiornamento Software gratuito.

      Gli sviluppatori Mac potranno  fissare il prezzo per le loro applicazioni, tenere il 70% dei proventi delle vendite, non pagano nulla per distribuire le applicazioni gratis e non devono pagare l’hosting, il marketing o commissioni di carta di credito. Per saperne di più sullo sviluppo basta visitare il Mac App Store.

        Domanda di tablet del primo quarter 2011Leggiamo il rapporto di ChangeWave Research e sfogliamo il sito InvestorPlace (http://www.investorplace.com/25527/explosion-in-corporate-tablet-demand) che ci relaziona sui risultati di un nuovo sondaggio condotto lo scorso mese in materia di utilizzo aziendale di dispositivi tablet, come iPad di Apple.

        Con le offerte di nuovi tablet come l’ardesia HP 500 e il Dell Streak, la ricerca rileva che le imprese ancora preferiscono l’ iPad.

        In termini di uso corrente, il 7% degli intervistati aziendali  dicono che la loro azienda fornisce agli impiegati dispositivi Tablet.

        iPad di Apple (82%) resta di gran lunga il Tablet più popolare per fini commerciali. HP (Slate, 11%) e Dell (Streak, 7%) mostrano un interesse tra gli utenti aziendali – ma entrambi rimangono molto indietro la quota preponderante di Apple sul mercato.
        L’uso del tablet in azienda dovrebbe aumentare a picco, si prevede un utiulizzo di tablet nel primo trimestre del 2011co una penetrazione del 14%, il doppio del numero attuale. Tali società prevedono di iniziare ad utilizzare tablet all’inizio del prossimo anno e hanno in programma di adottare per il 78% il dispositivo tablet iPad di Apple.

        Prototipo interattivo creato con keynotopia

        Prototipo interattivo creato con keynotopia

        Vi segnalo un’interessante pacchetto che vi permetterà di creare Prototipi Interattivi per iPhone, iPad, Android e Web. Un vero e proprio prototipo puo’ essere creato in meno di 30 minuti, il tutto utilizzando  Apple Keynote unitamente ai templates Keynotopia per l’user interface.

        I Pacchetti contengono  piu’ di  250 componenti per l’user interface (interfaccia utente), fatti a mano in  Apple Keynote. Con Keynote e Keynotopia potete facilmente creare dei files Pdf interattivi che poi istallati sul device vi permetteranno di fare presentazioni di funzionali direttamente dal device.

        Clicca qui per visitare Keynotopia.

        Nota:

        Keynote e’ un un’applicazione Apple economica e facilmente utilizzabile cheap e che non richiede speciali esperienze o abilità per disegnare un’interfaccia utente e creare link interattivi.

        Il Video tutorial:

        Prototyping an interactive iPhone app in 10 minutes

          DeTelegraaf for iPad

          DeTelegraaf for iPad

          Finalmente l’iPad e’ sbarcato anche in Italia, e l’App Store si e’ subito popolato delle applicazioni delle maggiori testate giornalistiche italiane, oltre che di qualche rivista.
          Provate a scaricarne qualcuna, scegliendo tra Repubblica, Il Corriere della Sera, La Gazzetta dello Sport, Il Foglio, L’Unione Sarda, Mac Magazine (ma ve ne sono altre, che non abbiamo scaricato e provato dato che ci son bastati gli snapshot per capire dove saremmo andati a parare): sono tutte esattamente uguali (con La Repubblica che si distingue leggermente dal gruppo).
          Non c’e’ nulla di male a che le applicazioni siano uguali, se non fosse che esse sono ben lontane da quel che dovrebbe essere un’app per iPad.
          Escludiamo per ora dal gruppo l’app di Repubblica, che merita una trattazione a parte (e una stelletta in piu’ nel rating Apple, cosi’ permettendo di elevarsi dal mediocre 2 stelle alla sufficienza). Le altre si mostrano al pubblico come dei visualizzatori di PDF o meglio di PNG. Optiamo per la seconda scelta, dato che sono app abbastanza veloci (unico vantaggio) ma che di fatto si comportano come dei visualizzatori di un’unica grande immagine sulla quale sono impressionate tutte le pagine del giornale. Quindi la meravigliosa esperienza sensoriale che avrete leggendo questi giornali online sara’ semplicemente lo scroll e lo zoom lungo questo enorme foglio elettronico.
          Un po’ poco, soprattutto se si confrontano queste app con quella del New York Times Editor’s Choice, quest’ultima si’ che rende giustizia all’iPad.
          Si distingue leggermente La Repubblica +, forse un po’ piu’ lenta nel caricamento, ma che almeno permette di aprire l’articolo nella sua interezza (ahime’ senza immagini, ahime’ senza i link nel caso di rimando alla prima pagina, ahime’ con la disposizione a due colonne e scroll verticale, quando invece la lettura sarebbe facilitata se impostata a libro, si vedano nuovamente NYT o l’app iBooks) e con qualche contenuto multimediale (una bella galleria fotografica, un video).
          A nostro avviso queste app cosi’ fatte avranno vita difficile quando i contenuti diventeranno a pagamento, cosa necessaria affinche’ il business dell’editoria sull’iPad diventi profittevole per gli editori. Attualmente forse il business l’hanno fatto i produttori di questa app (trattasi di una start-up italo-californiana) ma di certo non hanno un reso un gran servizio ne’ all’iPad ne’ alle testate nostrane. Questi ultimi da biasimare certamente, poiche’ presi dalla fretta di uscire per primi e del tutto incapaci di capire le potenzialita’ dell’iPad.
          Il nostro auspicio e’ che queste applicazioni vengano aggiornate (oserei dire: rivoluzionate) il piu’ presto possibile e ben vengano le fotocopie, ma che non si presentino ancora sullo schermo dell’iPad le fotocopie delle pagine del giornale.

          Il Foglio su iPad

          Il Foglio su iPad

            Grafico a barre
            Grafico a barre

            Secondo un report pubblicato da Gartner ( consultabile sul sito Gartner) , i cellulari venduti nel corso del 2009 sono stati 1.2 miliardi, con una leggera flessione rispetto a quello dell’intero 2008 (-0.9%).
            I dati dell’ ultimo trimestre del 2009 (340 milioni di dispositivi venduti) invece segnano una crescita dell’ 8.3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

            I dati sui produttori di cellulari ci mostrano che a guidare il mercato rimane Nokia, con il 36.4% sul totale dei dispositivi venduti, seguita da Samsung al 19.5%

            I dati sulle vendite di apparati non si distaccano dai numeri che prendono in considerazione i Sistemi Operativi , e infatti a guidare il mercato dei sistemi troviamo ancora Symbian (Divenuto Open Source) che e’ istallato sui telefoni Nokia. Al secondo posto abbiamo Blackberry (RIM) al 19.9% e al terzo iPhone OS con il 14,4%

            E’ necessario notare che i dati sul sistema operativo prendono in considerazione il solo mercato dei telefoni cellulari, e non tiene conto del fatto che il sistema oprativo di Apple viene istallato anche sul’ipod touch.

              Logo Google Android

              Logo Google Android

              Secondo un recente studio Gartner Inc il Sistema Operativo mobile Google Android (ad oggi utilizzato su circa 2% dei dispositivi in circolazione) arrivera’ al 14% entro il 2012, sorpassando quindi i concorrenti iPhone, Windows Mobile e Blackberry e quindi nel 2012 sara’ secondo solo a Symbian (recentemente open source) che dovrebbe mantenere la leadership grazie alla sua diffusione sui cellulari Nokia.

              Symbian che oggi ha una penetrzione su circa il 50% dei dispositivi, scendera’ intorno al 40%, sempre secondo Gartner.

                iPhone 3GS 880 mila vendite nel 2009

                iPhone 3GS 880 mila vendite nel 2009

                Gartner Group, una delle principali societa’ di consulenza strategica per l’Information Technology , in un suo report rileva che gli iPhone venduti in Italia nel corso del 2009 sono stati 883.000 con un boom di vendite durante il periodo natalizio.
                Una crescita del 226% rispetto al 2008 che porta Apple al 5° posto nella classifica dei produttore di telefoni in Italia, portando il nostro paese al 3° posto dopo Francia e Gran Bretagna.

                L’incremento dellle vendite, secondo i dati trimestrali, è avvenuto dopo il lancio delle offerte dell’operatore cellulare Tre (H3G) per l’iPhone 3GS.

                Un successo che dovra’ essere finalmente preso in considerazione dalle aziende italiane che possono contare su milioni di persone.